La mia storia inizia con un imprevisto.
Ero destinato a essere soltanto formaggio Crucolo, ma durante il periodo di maturazione si nota qualcosa di strano, non lievito, non mi evolvo come dovrei.
Si scopre che il caglio utilizzato è diverso dal solito, è sbagliato, o ha fermentato in modo inaspettato.
Mentre tutti cercano una spiegazione, io continuo a stagionare.
Passano più di dieci mesi.
Alla fine, la mia famiglia decide di assaggiarmi.
Ed è lì che nasce la sorpresa: una pasta senza occhiatura ma sfogliabile, un sapore deciso, una nota più piccante del previsto, ma armonica, piena, autentica.
Così, da un errore, nasco io:
Il Ribelle del Crucolo.
Un formaggio che non ha seguito le regole, ma ha saputo reinventarsi.